sabato 3 maggio 2014

La liberazione della pasta madre

Finalmente riesco a pubblicare questo post con molto ritardo rispetto alla data delle foto. Questa che vedete sotto, infatti, è la mia produzionedel 25 aprile, giornata un po'grigia, con il prezioso aiuto di Leopolda. Da sinistra:  due filoni di pane al farro, i due pani per le fette boscottate e sotto un panbrioches con farina integrale. Che dire? Grande soddisfazione!
Perché  a me Banderas mi fa un baffo!
Qui sotto vedete le fette biscottate work in progress: il taglio della forma di pane e le fette dorate e pronte ad essere addentate. Gnam!

giovedì 1 maggio 2014

Mi è piaciuta e la voglio riportare sul blog. Solo chi vive a Palermo può capire...
Da PalermoToday

LETTORI. "A Palermo pure al sole c'abbuttò"

"A Palermo c’è la munnizza per le strade, però i locali chiudono per occupazione abusiva di suolo pubblico. A Palermo 'scendi' a Mondello e 'sali' a Monreale, ma qua l’unico mare che si conosce è quello in cui stiamo annegando e l’unica montagna accessibile si trova ai bordi delle strade. A Palermo precipitano le palazzine nel centro storico, però lì gli esercenti non chiudono.
A Palermo la Vucciria fa stato a sé, lì puoi bere, mangiare, ballare, fumare, anche scopare, con pochi spiccioli perché non importa quanta mafia c’è, ma quanto Stato non c’è. A Palermo Uwe ti ama, sono i 'vuccirioti' che ti odiano chiamando quella piazza GarraffaEllo. A Palermo c’è odore di Berlino, infatti anche se alzano un muro gli abusivi dell’est sentono il bisogno di riabbracciare gli abusivi dell’ovest. A Palermo certi esercenti non hanno neppure le licenze, però continuano a lavorare noncuranti di regole e ordinanze.
A Palermo di notte mangi le panelle, il panino con la milza, il polpo bollito, le crocché, il calzone fritto, il cartoccio, il cornetto se hai lo stomaco un po’ più delicato, ma se non butti la carta a terra 'ti fa acitu'. A Palermo le ordinanze sono ad personam, perché la musica alta dà fastidio solo in alcune parti della città. A Palermo puoi orinare un po’ dove ti capita, sia tu che il tuo cane, però se sosti più di trenta secondi senza scheda parcheggio prendi la multa.
A Palermo gli imprenditori vengono derubati, i ragazzi vengono derubati, le famiglie vengono derubate, tutti vengono derubati, ma come si suol dire 'non si può fottere a casa del ladro', quindi gli imprenditori rubano, i ragazzi rubano, le famiglie rubano. A Palermo allo stadio si va solo quando i rosanero sono in serie A, se la squadra è in serie B si ritorna a tifare per le strisciate storiche in attesa della nuova promozione. A Palermo allo stadio, per i concerti, in discoteca, per gli eventi dai 5 euro, a volte 10, al posteggiatore perché se no 'ti spirisci a machina', poi però 1 euro di elemosina al semaforo è troppo caro e i lavavetri devono tornare al loro paese.
A Palermo la mancia al bar non si lascia, ma u cafè al posteggiatore lo si offre. A Palermo ci si lamenta delle cabine nella spiaggia di Mondello, però lo scheletro della pollanca resta seppellito nella sabbia, in compagnia di mozziconi di sigarette, lattine di coca cola, carte di 'brioscie' con il gelato e cannucce. A Palermo si piangono i morti sulle strade e si inneggia all’omicidio stradale, però i giovani, i meno giovani, gli anziani, i vecchi, i neo patentati, gli incensurati e anche gli avanzi di galera, vanno in giro ad una velocità media superiore a quella imposta dal codice della strada senza neppure la cintura di sicurezza.
A Palermo il codice della strada è a statuto speciale, il pedone deve attraversare in obliquo, il motociclista deve superare a destra, l’automobilista deve posteggiare sulle strisce, poi però chiami 'l’amico' di turno che cancella ogni infrazione. A Palermo chiudono i teatri e muore la cultura, ma qui nessuno si chiede perché. A Palermo cala il sipario di vecchi cinema, negozi, bar, ristoranti, teatri storici della città, ma se provi a far sparire un lapino ambulante di leccornie sono cazzi e pure amari.
A Palermo sull’autobus si va senza biglietto, a Londra invece il turista in metro deve goffamente spiegare in 'siculenglish' che il biglietto lo ha obliterato solo che lo ha smarrito. A Palermo le punte di diamante del mercato artigianale e non, chiudono e licenziano i dipendenti, però qui aprono i grandi brand della moda internazionale perché fa figo dire 'scianèl'. A Palermo una volta splendeva sempre il sole ed era primavera da febbraio, adesso pure al sole c’abbuttò."

martedì 29 aprile 2014

Buona SIPL

Non sono impazzita e non ho dimenticato come si scrive in italiano.
Questa settimana appena cominciata è la Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile! Yuppi!!!
Da noi molto poco sentita e pochissimo pubblicizzata, ma in paesi evoluti come l'Inghilterra è un vero evento. E non vi dico gli sconti dei vari negozi che vendono PL... Devo trattenermi, anche perché il parco pannolini di Aurora è bello e completo da un pezzo. L'anno scorso che eravamo all'inizio della nostra avventura pannolinara ne ho usufruito anche io, con grande soddisfazione.
Il motto per quest'anno è  PANNOLINI LAVABILI: TUTTO GUADAGNO!
Vi metto il link all'articolo dedicato su NonsoloCiripà alla SIPL2014, così chi vuole può approfondire.
Quindi, buona settimana del pannolino lavabile a tutti! 

lunedì 28 aprile 2014

Shampoo? No, cowash!

Questa sera ho provato il cowash. Cosa è il cowash? Un modo nuovo per lavarsi i capelli senza usare lo shampoo, ma utilizzando solo il balsamo (da qui il nome: conditioner only wash). Nel web è sulla bocca di tutti! Non siate increduli, vi assicuro che vale la pena provarlo. Dunque, la questione è semplice: servono un balsamo senza siliconi (bisogna leggere bene l'INCI, ovvero l'elenco degli ingredienti) e dello zucchero, possibilmente di canna. Se adesso vi state domandando quale sia l'utilità del cowash vi illumino prontamente. Si tratta di un sistema di lavaggio dei capelli e della cute più delicato rispetto a quando si utilizza lo shampoo ,che contiene tensioattivo più aggressivi; il cowash sfrutta il potere lavante del balsamo abbinato allo zucchero, che svolge invece la funzione di uno scrub leggero che purifica la cute. Il cowash è particolarmente indicato per chi lava molto di frequente i capelli o per chi li ha deboli e fragili. Basta prendere una tazzina da caffè e riempirla di balsamo (per capelli medio-lunghi) e aggiungere due cucchiaini di zucchero di canna e il gioco è fatto. Applicate sui capelli bagnati, ma ben strizzati, e massaggiate delicatamente. L'importante è risciacquare molto bene e abbondantemente. Io personalmente ho sciacquato i capelli esattamente come quando li lavo con lo shampoo e non ho avuto problemi. Alla fine i capelli risultano morbidi e setosi. Devo dire che appena finisco di asciugarli con il phon sembrano un po' pesanti, ma trascorsa una mezz'oretta si riprendono alla grande. Io sono soddisfatta e vi consiglio di provare. Secondo me è ottimo da alternare al solito shampoo. Io ho usato il balsamo Splend'Or al cocco, quello che vedete in foto: è privo di siliconi e anche molto economico (1 euro circa) e sul web è molto decantato. A me non  piace particolarmente il profumo, ma devo dire che non dura molto sui capelli e a me sta bene così. Provate e fatemi sapere, magari scrivendo qualche commento ogni tanto!
P.S. Mi raccomando, state attenti con la tazzina di caffè dentro la doccia e non fate come me che l'ho fatta letteralmente volare sul piatto doccia spaccandola a metà e rischiando il ferimento letale delle mie propaggini corporee inferiori. Ma a tal proposito porto a giustificazione di ciò il fatto che senza occhiali, dentro la doccia, non vedo un tubo ed è proprio il caso di dirlo. Quindi prudenza!

mercoledì 23 aprile 2014

Biscotti di banana

Ogni tanto ritornano! E ogni tanto torno pure io. 
Mi spiace lasciare orfano il blog per tanto tempo, ma riuscire a trovare un po' di tempo per scrivere è difficile. Specie negli ultimi mesi in cui ho cominciato a scrivere, diciamo più seriamente, per una rivista online. Magari non tutti lo sapete, così vi tengo informati. Se mi volete leggere mi tovate qui, su Voir, sezione viaggi con qualche incursione in cucina.
A proposito di cucina, i miei esperimenti continuano sempre, con risultati non sempre eccellenti. Poiché gli ultimi fine settimana sono stati un po' piovosi, in uno di questi mi sono dedicata a sperimentare una ricettina di biscotti light e salutisti. Ne esistono diverse versioni sul web, io ho girato un po' di siti, ma alla fine mi sono rifatta alla ricetta di Mammarum che potete trovare qui
Io ho utilizzato:
3 banane
200 g scarsi di fiocchi d'avena
un cucchiaio raso di olio extravergine di oliva
uva passa
una spolverata di cannella in polvere



Per prima cosa mettete a bagno l'uva passa per farla ammorbidire. Intanto schiacciate le tre banane, aggiungete l'olio e amalgamate con i fiocchi d'avena. Dopo averla sciacquata e strizzata aggiungete l'uva passa e la cannella. A questo punto fate delle palline e schiacciatele un po' riponendole sulla teglia. Io uso sempre la teglia foderata con la carta forno, il che evita che i biscotti si attacchino diventando un tutt'uno con la teglia. Mettete in forno già caldo (180°) e ventilato per circa 15 minuti. E attenti a non farli bruciare!
Et voilà! Biscotti buoni, facili e veloci pronti. Anche Royal A ha gradito. 
Inutile dirvi che l'unico in famiglia a lamentarsi è stato l'ingegner-marito. Ma, per quanto mi riguarda, può lamentarsi quanto gli pare. Questo passa il convento!

domenica 23 marzo 2014

La solitudine del sabato sera

Eccomi di nuovo qui. Non sono sparita, ma le cose da fare aumentano sempre in maniera esponenziale e spesso non trovo il tempo di scrivere nemmeno due righe. Anche perché solitamente il tempo dedicato al blog lo trovavo proprio il sabato sera. Ma nelle ultime otto settimane il mio sabato sera è stato allietato da una piacevole compagnia: tutta la saga dei film di Harry Potter trasmessi uno di fila all'altro. Che bellezza! Criticatemi pure, non mi importa, ma vedere (per l'ennesima volta) tutti i film è stato veramente un piacere. E calarsi in quel mondo magico dopo una lunga settimana di lavoro, commissioni, spese, pulizie, stress e fatica non ha eguali. Ma, come tutte le cose belle, anche questo mio momento di magico relax è finito. Così eccomi qui, orfana di Hogwarts, ritrovare quei cinque minuti per scrivere. 
Ma dopo il Signore degli Anelli, in programmazione natalizia (anche se la lotta contro l'Oscuro Signore di natalizio e gioioso mi pare abbia molto poco), tutta la saga di Harry, Rapunzel scomparsa dalla Rai e della quale nessuno ha saputo più nulla, ora cosa mi aspetta? Speriamo che almeno per Pasqua i palinsesti televisivi propongano qualche film interessante.
Da speranzosa teledipendente, convinta sostenitrice della tv in chiaro, vi auguro una buona notte.

martedì 18 febbraio 2014

The green girl

Visto che siamo a maggio... No no no scusate siamo a febbraio. FEBBRAIO?!?! E come mai fuori ci sono 25 gradi e un sole che spacca le pietre? Dicevo io che non potevano essere passati tre mesi così in fretta senza che me ne accorgessi...
Scherzi a parte, nonostante questa anteprima di primavera, forse un po' troppo eccessiva, siamo ancora in inverno, piuttosto pieno anche, oserei dire. Ma io che sono previdente mi preparo già ad affrontare la prossima stagione estiva e a tal motivo preparo il guardaroba di Royal A. E siccome noi siamo una famiglia eco-friendly lo vogliamo mostrare al mondo portandocelo scritto addosso. Dunque vi mostro le magliettine che ho comprato per la signorina, rigorosamente con i saldi (anche questi eco-friendly, amici della mia ECO-nomia!). Già me la vedo a passeggio con magliettina e i nostri super fashion pannolini lavabili. Se si decide una buona volta a camminare da sola e a non farmi spaccare la schiena per accompagnarla in giro...