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venerdì 17 giugno 2022

La fine... dell'anno scolastico

Ogni anno accompagno i giorni di chiusura dell'anno scolastico con un libro leggero, scacciapensieri, che mi faccia rilassare. Vuoi per l'arrivo del caldo, vuoi perché alla fine dell'anno il cervello è in pappa (e di norma manca ancora la fase degli scrutini, degli dempimenti finali e della maturità... il mondo dei prof. sa!) Quest'anno, nel corso dell'ultima visita che abbiamo fatto alla biblioteca con le bambine, mi è caduto l'occhio su questa bella edizione di "Lotta Combinaguai" della grandissima Astrid Lingren, con le evocative illustazioni di Beatrice Alemagna (edizione Mondadori).

Astrid, come la chiamano amichevomente gli svedesi, è sempre una garanzia. La sua visione dell'infanzia è semplice e giocosa, ma ti porta alla scoperta di un mondo osservato veramente con gli occhi dei bambini, con la loro capacità di sondare ogni piccolo particolare che gli sta intorno, con la grande immaginazione che gli permette di creare storie e realtà nuove in cui avventurarsi. C'è poi quell'analisi delle relazioni tra bambini e adulti che lascia sempre aperta la porta a innumerevoli riflessioni: alcuni adulti riescono con immediatezza a mettersi in connessione con i bambini, ma per molti, anche per tanti genitori, la frenesia della vita quotidiana porta a distogliere l'attenzione dal sentire profondo che queste piccole persone posseggono.

Il libro è stato tradotto in Italia pochi anni fa. L'edizione Mondadori è illustrata, come detto, da Beatrice Alemagna, che riesce a rendere in maniera mirabile lo sguardo di stupore sul mondo di Lotta e degli altri bambini della storia .

Il libro è composto di quindici avventure che ci portano nel mondo di Lotta e della sua famiglia. E' molto scorrevole e un adulto potrebbe leggerlo in un pomeriggio. Io però me lo sono goduta diverse sere, perché indugiare nel mondo di Lotta è stato un piacere.

Avevo proposto ad Aurora e Lucia di leggerlo insieme la sera, ma quetsa volta la proposta non è stata accolta favorevolmente. Anche loro sono evidentemente stanche dopo un lungo anno di scuola, quindi non ho insistito. E poi hanno scelto degli altri libri da prendere in prestito in biblioteca, quindi evidentemente non era il momento di Lotta.

Restituirlo alla biblioteca non è stato piacevole, chissà che anche Lotta non diventi prossimamente parte della nostra biblioteca! 😄

martedì 6 febbraio 2018

Pannolini mon amour!

Circa due mesi fa, all'inizio dello scorso dicembre, Lucia ha avuto una bruttissima irritazione da pannolino. E' un problema molto frequente nei bambini piccoli che portano ancora il pannolino; l'umidità e lo sfregamento favoriscono l'insorgere delle irritazioni o il proliferare della candida, un fungo che normalmente abita sulla nostra pelle, ma se aumenta in quantità genera l'infiammazione. E infatti quella di Lucia è stata proprio una irritazione da candida, molto fastidiosa e da trattare con attenzione. Sotto consiglio della pediatra per un periodo di tempo abbiamo sostituito i nostri amati lavabili con i pannolini usa e getta, quelli ecologici però: noi abbiamo usato i Moltex, pannolini  tedeschi di alta qualità, realizzati con ottimi materiali e anche molto traspiranti. Durante la cura io mi sono premurata di sterilizzare i pannolini lavabili: trattandosi di una infezione da fungo non era sufficiente fare il solito ciclo di lavaggio, ma ho dovuto lavare diverse volte ad alta temperatura, stendere alla luce diretta del sole e attuare tutta una serie di accorgimenti di cui sono venuta a conoscenza dopo una serie di ricerche effettuate sul web. Nonostante tutte le precauzioni del caso, dopo la cura e la perfetta guarigione, Lucia non tollerava più i lavabili. Ho fatto alcune prove, facendoglieli indossare per un paio d'ore un giorno ogni tanto, ma subito si irritava e si arrossava. Insomma, con grande rammarico, mi ero praticamente rassegnata a mettere in pensione tutti i nostri fantastici pannolini. Anche se ogni volta che mi cadeva l'occhio sulla cesta dei pannolini pensavo che non poteva tutto finire così. Qualche giorno fa, sistemando l'armadio delle bambine, mi è capitata sotto mano una scatola di veli cattura pupù della Popolini che ai tempi avevo utilizzato per i pannolini di Aurora quando andava al nido. E là ho avuto l'illuminazione! I veli cattura pupù, lo dice la parola stessa, servono per raccogliere le feci, sopratutto quelle liquide dei lattanti, ed evitare che il pannolino lavabile si sporchi completamente, agevolando in tal modo il lavaggio. Ma in realtà questi veli si possono usare anche per mantenere la pelle più asciutta o per evitare l'eccessivo sfregamento. Esistono i veli sia lavabili, quindi di stoffa, oppure quelli usa e getta. Ovviamente ce ne sono di varie marche. Io mi ero trovata bene con questi della Popolini: sono in morbida viscosa, di dimensioni ampie e mantengono la pelle asciutta.


Così qualche giorno fa ho fatto la prova. Ho sistemato un velo in un pannolino lavabile e l'ho messo a Lucia: dopo un paio d'ore l'ho cambiata et voilà! Culetto perfattamente roseo e asciutto. Ovviamente non ho cantato subito vittoria, ho aspettato qualche giorno prima di dichiarare la partita contro l'irritazione vinta definitivamente. Insomma, siamo finalmente tornati ai nostri amati pannolini lavabili. E io sono veramente contenta!

lunedì 29 gennaio 2018

Un party principesco

Il sei gennaio Aurora ha compiuto cinque anni. Il giorno del compleanno abbiamo festeggiato con i nonni e gli zii. Ma ovviamente Aurora voleva fare una festa anche con le compagnette. Così abbiamo deciso di invitarne qualcuna a casa nostra qualche giorno dopo. Aurora ha deciso quello che voleva fare alla sua festa e, visto che le invitate erano solo bambine, abbiamo organizzato una festa per principesse. 
La festeggiata mi ha commissionato tutta una serie di fronzoli da realizzare per i festeggiamenti. Non vi nascondo che mi sono divertita abbastanza nell'organizzare il tutto. Dopo qualche ricerca in giro per il web, mi sono schiarita le idee e mi sono messa all'opera.
Per prima cosa ho realizzato gli inviti. Un party per principesse ha bisogno di un invito adeguato e così, armata di cartoncino e colla a caldo, ho realizzato gli inviti a forma di abito da principessa.


Poi, come da richiesta esplicita della festeggiata, ho realizzato i cerchietti/coroncina e le bacchette/scettro per tutte le partecipanti. Credo che la mia pistola per colla a caldo non abbia mai lavorato così  tanto... Ho anche temuto che stesse per fondersi per il troppo lavoro, ma alla fine è sopravvissuta!


Ecco qua una panoramica con tutti i gadget per la festa.


Devo dire che la festa è riuscita molto bene. Ho anche organizzato alcuni giochi per le bambine: hanno dovuto superare alcune divertenti prove pe trovare la chiave di uno scrigno che custodiva un tesoro. All'interno hanno trovato fili e tantissime perline di legno, così ognuna ha ralizzato la sua collana. E ovviamente  una bella merenda per tutti, rigorosamente preparata in casa.
Insomma il risultato è stato più che apprezzato. Solo che adesso Aurora vorrebbe organizzare una festa ogni settimana!
Alla prossima.

venerdì 22 settembre 2017

Si ritorna all'asilo!

Eccomi di nuovo qua, un po' in ritardo rispetto a quanto avessi previsto, ma purtroppo il mese di settembre è cominciato in maniera alquanto movimentata. In mezzo a tutte le problematiche organizzative del caso (che magari un giorno vi racconterò!), a Lucia è venuta una bella malattia esantematica, sì, proprio di quelle che ti fanno riempire di bolle e puntine. Così abbiamo trascorso una decina di giorni di fuoco, giusto per non annoiarsi mai. Per fortuna non è stato nulla di grave, solo una malattia molto fastidiosa. E ormai siamo tornti tutti in perfetta forma (e riposo).
L'unica pecca è che, con questa parentesi di infermità, abbiamo bruscamente interrotto l'inserimento al nido di Lucia. Avevamo cominciato i primi tre giorni, senza nemmeno piangere troppo e tac! A casa per dieci giorni di fila. Da ieri abbiamo ripreso di nuovo, ma, ahimé, una vera tregedia... Pianti e disperazione. Speriamo che col passare dei giorni l'asilo le venga più in simpatia.
Sopratutto dopo la fatica che ho fatto per completare tutto il suo corredo! Che poi, lo confesso, sempre per il ritardo di cui sopra il corredo non è purtroppo ancora finito. Manca il pezzo grosso, lo zainetto, oltre ad un paio di piccoli dettagli da poco.
Vi mostro alcune foto per farvi vedere il frutto delle mie fatiche. Le foto lasciano sempre a desiderare, le scatto di fretta e furia e non sono capace di editarle, mea culpa. Chissà, magari un giorno quando avrò più tempo potrò studiare qualcosa sulla fotografia, magari...


Ecco qua quasi tutto quello che ho realizzato, mancano giusto un paio di cosette. Mi sono messa anche a ricamare a mano: ogni pezzo infatti ha una targhetta con il nome di Lucia ricamato sopra. Che lavoro certosino!


I bavaglini mi piacciono molto. Come si vede dalla foto non ho ancora messo i bottoncini per chiuderli, ma provvederò nel fine settimana.


Al più presto cucirò anche lo zainetto. Farò un post dedicato anche per far vedere lo zainetto che ho già cucito per Aurora e di cui lei va molto fiera. E anche io!
A presto.

giovedì 10 agosto 2017

Letture estive

L'estate è tempo di lentezza e relax. Oltre che di gran caldo! Ma questa è un'altra storia...
Di solito è anche il periodo in cui ci si concede il piacere di leggere qualche libro in più. Un tempo anche io riuscivo a leggere, un tempo... Adesso, con le due monelle per casa, i libri sono diventati oggetti di contemplazione: li ammiro assisi nelle librerie, sognando di poterne sfogliare le pagine; se per caso ne prendo uno in mano, accorre subito la figlia maggiore che vuole sfogliarlo; se invece ne lascio uno sul comodino, sopraggiunge la figlia minore che lo afferra per studiarlo dettagliatamente, rischiando di strappare tutte le pagine. Così i libri stanno lì, calmi,  aspettando tempi migliori.
Mi mantengo comunque in allenamento con tutti i libri per bambini che ci sono in casa. Abbiamo una discreta biblioteca per infanti, con libri scelti accuratamente dall'intenditrice di casa. Non io ovviamente, ma Aurora. Ma qualcosa mi riservo di sceglierla anche io. Come ho fatto quest'estate, per esempio, comprando "Il grande colouring book" di H. Tullet. E' un grande libro da colorare, ma non uno di quelli classici, con le solite figure da riempire: è ricco di spunti e disegni davvero originali; la grafica poi è veramente molto bella, perfetta per stimolare la creatività dei piccoli artisti. Chi conosce già i libri di questo autore potrà immaginare la particolarità di questo grande album da colorare; ma anche chi non lo conosce ne resterà stupito piacevolmente. Insomma, se avete dei piccoli Picasso in casa ve lo consiglio vivamente. Non troppo piccoli però! Secondo me può andar bene dai quattro anni in su, prima, a parer mio, sarebbe sprecato.



Comunque in questi giorni di estrema calura mi sono ritagliata anche io un po' di tempo per leggere, lo devo confessare. Sto leggendo il libro che vedete in foto, un libro molto scorrevole e breve, per adesso posso concedermi solo questo tipo di letture. Libro donatomi dall'ingegner marito che ben conosce la mia passione per il Giappone. Di questa autrice avevo già letto "Metafisica dei tubi", sempre regalato dall'ingegner marito; un libro veramente originale e divertente. Questo qui è un po' più pesante nei contenuti, anche se il registro è sempre molto ironico, ma di una ironia pungente, tipica dell'autrice. Spero di riuscire a terminarlo entro l'estate, ce la farò!


Per questo mese non pubblicherò più post, il blog va in vacanza per un po'. Prometto di non sparire però.
Buona estate!
A presto.



lunedì 31 luglio 2017

C'era una volta

In questa lunga e calda estate spesso, per superare interminabili pomeriggi afosi, Aurora mi chiede di vedere un film, ovviamente di animazione. A lei piace vederli a ripetizione, per un tot di volte vuole vedere sempre lo stesso, poi quando si stufa possiamo passare ad altro. 
In questi giorni è il turno di Frozen (tempo fa scrissi un post su questo film, quando lo vidi per la prima volta; se volete leggerlo lo trovate qui). Ormai Elsa e Anna non hanno più segreti per noi! Conosciamo a memoria quasi tutte le canzoni e anche qualche battuta, possiamo tracciare a occhi chiusi la mappa che da Arendelle porta alla montagna del Nord e possiamo ricostruire una miniatura fedele della slitta di Kristoff.


Confesso, però, che da quando sono diventata mamma, ancora di più da quando sono mamma bis, guardo i film, normali e di animazione, con un occhio diverso. Mi soffermo su aspetti che prima non avrei nemmeno notato e, alla fine, guardare i film non è più un piacere, ma diventa fonte di angoscia inaspettata. Lo so, sono paranoica,  ma voi ci avete mai riflettuto su? Prendiamo Frozen, per l'appunto. Elsa ha degli enormi poteri magici; accidentalmente fa male a sua sorella. Il Troll che cura Anna redarguisce Elsa e i suoi genitori sulla bellezza e al contempo sulla pericolosità dei poteri della bambina. E i genitori cosa fanno? Le dicono che deve nasconderli e non farlo sapere mai a nessuno, si rintanano nel palazzo e separano le due sorelle. Be', ecco non mi sembra proprio una scelta pedagogica all'avanguardia. Ovviamente il disastro peggiora quando i genitori di Elsa e Anna muoiono, lasciando le due ragazzine orfane e separate da anni di distacco. Così nei primi cinque o sei minuti del film già l'angoscia mi attanaglia.
Pensandoci bene poi, quasi tutti i film che tanto amavo nell'infanzia presentano situazioni terribilmente spaventose. Oltre alle classiche orfane di madre tipo Cenerentola e Biancaneve, ci sono genitori che muoiono davanti ai figli (Bambi che sente lo sparo che uccide la madre; il piccolo Simba che vede Mufasa travolto dagli gnu), genitori costretti ad affidare neonati in fasce alla cura delle Fate per sfuggire ai malefici delle Streghe, come fanno Re Stefano e la Regina con la piccola Aurora. E poi c'è Rapunzel... Perché vogliamo non parlare di Rapunzel? Rapita dal suo lettino nel cuore della notte! Orrore e sgomento! L'incubo di ogni genitore!
Altro che storie e belle favole per bambini! Questi sono film da thriller psicologico per i genitori! E qua mi fermo.
Alla prossima.

mercoledì 26 luglio 2017

Sogni d'oro tra le nuvole

Quando arriva l'estate e il gran caldo di solito per la notte abbandono i comodi pigiami e utilizzo delle fresche camicie da notte. Questa cosa colpisce molto Aurora che, già dalla scorsa estate, mi ha più volte chiesto di poter avere anche lei la sua. Così ho cercato in qualche negozio, ma non ne ho trovata nessuna per bambine: solo pigiamini, rosa e infiocchettati, ma pur sempre pigiamini. Mi sono riproposta quindi di cucirne una io: la scorsa estate con Lucia ancora piccola non ce l'ho fatta, ma, qualche giorno fa ho finalmente preso in mano forbici e stoffa e sono riuscita a cucirla!
Ed eccola qui indossata dalla modella per l'occasione. 
La stoffa è un cotone biologico certificato molto leggero e delicato, perfetto per lo scopo.
Non è certo un lavoro di alta sartoria. Ho semplicemente tagliato un rettangolo di stoffa, l'ho richiuso su se stesso, inserendo nell'orlo superiore un elastico, e alla fine ho cucito le bretelle. Bretelle che io stavo facendo della stessa stoffa a nuvolette della camicetta, ma la signorina in questione mi ha guardato e mia ha detto: "Mamma! Non le puoi fare della stessa stoffa! Fammene scegliere un'altra carina." E così Aurora ha scelto la stoffa da abbinare per fare le bretelle.
Appena pronta ha voluto subito provarla e ho avuto modo di fare giusto due foto. La collana e il bracciale non li ha indossati per l'occasione, ma li aveva già messi perché era pronta per uscire, hi hi.
Perdonate le mie foto, ma, oltre ad essere veramente poco capace, le faccio sempre di gran fretta e si vede... 
Inoltre nella prima foto la camicia da notte non era ancora finita: mi ero infatti dimenticata di ribattere le bretelline, questione di estetica e di ordine eh, ma da fare assolutamente. 
Alla fine del mio lavoro ho mostrato l'operato all'ingegner marito che ha commentato: "Carina. E' un cilindro!".
Lascio immaginare a voi quello che ho pensato.
A presto!

mercoledì 12 luglio 2017

E la chiamano estate

Siamo solo all'inizio, ma confesso che già vacillo al pensiero di dover affrontare ancora la restante parte del mese di luglio e l'intero mese di agosto. Sì, perché io l'estate proprio non la riesco più a soffrire. Sarà l'età che avanza, sarà l'impegno costante con le due mini pesti, ma negli ultimi anni questa stagione è diventata veramente molto pesante da superare. Sarà anche il fatto che qui da noi viviamo una sorta di estate perenne che va più o meno da maggio a ottobre  (a volte anche novembre!) per cui non ti puoi fermare e goderti sornione la siesta estiva, ma devi continuare strenuamente con il tuo lavoro e i tuoi impegni anche con 40 gradi all'ombra. E non mi conforta nemmeno sapere che l'Italia soffre ormai un caldo possente quasi senza distinzione tra nord e sud. Non parliamo poi delle domeniche estive trascorse in casa, calde, lente, silenziose di un silenzio così assordante e ovattato che amplifica la canicola rovente. 
Eppure, ogni tanto, anche le domeniche estive riservano piacevoli sorprese, proprio come è accaduto in quelle appena trascorse. Di solito la domemica andimo a pranzo a casa dei miei e ultimamente, per una serie di vicissitudini, mia madre ha riesumato tutta una serie di giochi e averi appartenuti a me e a mia sorella e gelosamente custoditi nel tempo. Che dire? Un meraviglioso tuffo nel passato, con tanta voglia di rimettersi a giocare, specie con le splendide Barbie che non invecchiano mai! Ovviamente anche Aurora è rimasta affascinata dal tripudio di giochi anni ottanta e convincerla a non portarsi tutto a casa è stata impresa non da poco.
Alla fine si è accontentata di una bambola e di un mega mazzo di ciucciotti e ciodolini vari dai colori sgargianti. 


Chi si aggira sulla trentina sicuramente se li ricorderà. Quando ho detto ad Aurora che li tenevo appesi allo zaino di scuola ne ha scelti alcuni che ha voluto subito appendere al suo zainetto per l'asilo ed è andata in giro tutta orgogliosa facendoli vedere a tutte le maestre.
Ma anche io mi sono portata a casa il mio personale oggetto della memoria: il mitico zainetto a strisce invicta.


Chi, figlio degli anni ottanta come me, non se lo ricorda? Il mitico zainetto leggero che si richiude diventando un piccolo marsupio con tanto di elastici per legarlo in vita. Mi viene da ridere al solo pensiero. Ma con buona pace dell'ingegner marito, che mi ha preso in giro per una settimana, questo zainetto è tornato a casa con me!