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mercoledì 12 novembre 2014

Il primautunno

Eccomi qua! Sono sparita per qualche tempo, ma ho una valida giustificazione. La piccola di casa è stata poco bene e così ha catalizzato tutte le energie della famiglia su di sé. 
Adesso si è ripresa ma il ritorno a scuola è stato a dir poco drammatico. Speriamo si riabitui presto.
Ovviamente con Royal A a zonzo per casa non ho potuto fare quasi nulla e le mie idee sono rimaste in stand-by.
Frattanto almeno ci godiamo la nostra primavera... Ah no! Già siamo in autunno. Autunno... Io lo chiamerei primautunno, un po' primavera e un po' autunno, sole qua e là, qualche pioggia, tempo variabile, bei cieli percorsi da nuvole in corsa, temperature gradevoli. E fiori, tanti fiori. La natura rigoglie, più che in estate quando il troppo caldo spossa anche le piante.
Godiamoci questo primautunno. Finché dura!

giovedì 1 maggio 2014

Mi è piaciuta e la voglio riportare sul blog. Solo chi vive a Palermo può capire...
Da PalermoToday

LETTORI. "A Palermo pure al sole c'abbuttò"

"A Palermo c’è la munnizza per le strade, però i locali chiudono per occupazione abusiva di suolo pubblico. A Palermo 'scendi' a Mondello e 'sali' a Monreale, ma qua l’unico mare che si conosce è quello in cui stiamo annegando e l’unica montagna accessibile si trova ai bordi delle strade. A Palermo precipitano le palazzine nel centro storico, però lì gli esercenti non chiudono.
A Palermo la Vucciria fa stato a sé, lì puoi bere, mangiare, ballare, fumare, anche scopare, con pochi spiccioli perché non importa quanta mafia c’è, ma quanto Stato non c’è. A Palermo Uwe ti ama, sono i 'vuccirioti' che ti odiano chiamando quella piazza GarraffaEllo. A Palermo c’è odore di Berlino, infatti anche se alzano un muro gli abusivi dell’est sentono il bisogno di riabbracciare gli abusivi dell’ovest. A Palermo certi esercenti non hanno neppure le licenze, però continuano a lavorare noncuranti di regole e ordinanze.
A Palermo di notte mangi le panelle, il panino con la milza, il polpo bollito, le crocché, il calzone fritto, il cartoccio, il cornetto se hai lo stomaco un po’ più delicato, ma se non butti la carta a terra 'ti fa acitu'. A Palermo le ordinanze sono ad personam, perché la musica alta dà fastidio solo in alcune parti della città. A Palermo puoi orinare un po’ dove ti capita, sia tu che il tuo cane, però se sosti più di trenta secondi senza scheda parcheggio prendi la multa.
A Palermo gli imprenditori vengono derubati, i ragazzi vengono derubati, le famiglie vengono derubate, tutti vengono derubati, ma come si suol dire 'non si può fottere a casa del ladro', quindi gli imprenditori rubano, i ragazzi rubano, le famiglie rubano. A Palermo allo stadio si va solo quando i rosanero sono in serie A, se la squadra è in serie B si ritorna a tifare per le strisciate storiche in attesa della nuova promozione. A Palermo allo stadio, per i concerti, in discoteca, per gli eventi dai 5 euro, a volte 10, al posteggiatore perché se no 'ti spirisci a machina', poi però 1 euro di elemosina al semaforo è troppo caro e i lavavetri devono tornare al loro paese.
A Palermo la mancia al bar non si lascia, ma u cafè al posteggiatore lo si offre. A Palermo ci si lamenta delle cabine nella spiaggia di Mondello, però lo scheletro della pollanca resta seppellito nella sabbia, in compagnia di mozziconi di sigarette, lattine di coca cola, carte di 'brioscie' con il gelato e cannucce. A Palermo si piangono i morti sulle strade e si inneggia all’omicidio stradale, però i giovani, i meno giovani, gli anziani, i vecchi, i neo patentati, gli incensurati e anche gli avanzi di galera, vanno in giro ad una velocità media superiore a quella imposta dal codice della strada senza neppure la cintura di sicurezza.
A Palermo il codice della strada è a statuto speciale, il pedone deve attraversare in obliquo, il motociclista deve superare a destra, l’automobilista deve posteggiare sulle strisce, poi però chiami 'l’amico' di turno che cancella ogni infrazione. A Palermo chiudono i teatri e muore la cultura, ma qui nessuno si chiede perché. A Palermo cala il sipario di vecchi cinema, negozi, bar, ristoranti, teatri storici della città, ma se provi a far sparire un lapino ambulante di leccornie sono cazzi e pure amari.
A Palermo sull’autobus si va senza biglietto, a Londra invece il turista in metro deve goffamente spiegare in 'siculenglish' che il biglietto lo ha obliterato solo che lo ha smarrito. A Palermo le punte di diamante del mercato artigianale e non, chiudono e licenziano i dipendenti, però qui aprono i grandi brand della moda internazionale perché fa figo dire 'scianèl'. A Palermo una volta splendeva sempre il sole ed era primavera da febbraio, adesso pure al sole c’abbuttò."

venerdì 8 novembre 2013

Il topo di campagna e il topo di città

Per chi nasce in città è difficile immaginare la propria vita lontana dal caos cittadino, pieno di macchine e ingorghi, ma anche ricco di comodità. Ogni scelta abitativa ha i suoi pro e i suoi contro, è difficile ponderare, in più le esigenze cambiano nel corso della vita, ma cambiar vita radicalmente purtroppo facile non è.
Eppure un giorno scegli di vivere in città. La città ha i suoi difetti, traffico, aria inquinata, folla ovunque. Però valuti anche che in generale ha tanto da offrire: a parte le ovvie comodità di poter fare la spesa e gli acquisti vicino casa, anche senza dover prendere la macchina, ci sono i servizi, le scuole, gli ospedali senza bisogno di dover percorrere chilometri se capita un'urgenza. E quando si sceglie come organizzarsi si tiene conto di tutti questi fattori.
Ma le cose cambiano, come ho detto prima, e ti trovi a rivalutare le scelte fatte e le decisioni prese, e ti chiedi se in fondo hai scelto bene. Soprattutto quando ti ritrovi a vivere a Palermo, dove tutto quello che una città ha di buono da offrirti viene rovesciato sotto sopra e serve solo a procurarti una gran gastrite ogni volta che metti il naso fuori di casa.
Sì, perché qui il traffico non è solo l'accumularsi di tante automobili che percorrono tragitti similari, ma è la radicale essenza del tessuto urbano cittadino, percorso da automobilisti che il codice della strada nemmeno sanno cosa sia. E nemmeno se cammini a piedi sei salvo, anzi, peggio di peggio, perché prima devi trovare dove poter camminare a piedi. E i servizi? Vogliamo parlare dei servizi che rendono una città degna di tale denominazione? Qui siamo pieni di servizi efficientissimi: il servizio di accumulo della nettezza urbana per le strade; il servizio di non trasporto pubblico, per cui paghi il biglietto per andare a piedi; il servizio sanitario locale che prevede la cura delle malattie in tempi decennali.
Ogni giorno mi domando se la decisione di rimanere qui sia stata saggia o se è stato l'errore più grande fatto fin'ora. Soprattutto, inutile dirlo, da quando è nata Aurora. E non nascondo  di avere già un certo senso di colpa per aver scelto di farla nascere qui, confinandola in questa realtà che ogni giorno personalmente vedo decadere sempre più.
Tutto ciò nasce da sentimenti quotidiani che mi pervadono veramente ogni volta che metto il naso fuori di casa, e non fuori dal portone, ma proprio fuori la porta d'ingresso, perché il non rispetto del palermitano per ciò che è di tutti si vede già oltre la soglia di casa sua.
Stamattina per entrare in un negozio con Aurora nel passeggino sono dovuta andare 100 metri più avanti dell'ingresso, camminando in mezzo alla strada, oltre le macchine in doppia fila, scansando quelle che arrivavano a tutta velocità nella carreggiata, senza nemmeno trovare un varco per risalire sul marciapiede. E vi assicuro che tutte le volte che esco con il passeggino è così. A volte mi arrabbio tanto che quasi mi viene da piangere e me ne torno a casa. 
Tutti ci invidiano perché abbiamo il mare, il sole, il bel tempo e il buon cibo. Ma se sapessero che per andare al mare devi attraversare dune di immondizia e bottiglie rotte; per vedere il sole devi riuscire a trovare uno spiazzo in mezzo ai palazzacci che si ammassano irregolari, sperando che nessuna automobile ti travolga; il bel tempo non hai dove godertelo perché non esiste un bel parco pulito fruibile per tutti, e il buon cibo ti provoca solo un gran bruciore allo stomaco perché ti ritrovi immerso nell'inciviltà più atavica, forse non ci invidierebbero più.
Non volevo essere così negativa, ma mi è venuto scritto così il post...
Buona notte!